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VITA FRATERNA: VITA TRINITARIA

La nostra vita fraterna, non è una semplice costruzione umana, ma è insieme partecipazione e manifestazione della comunione d’amore della SS. Trinità, espressione più piena della vita ecclesiale, segno e messaggio rivolto a tutti gli uomini, perché diventino famiglia di Dio (C.9.1).

E con fiducia l'uno manifesti all'atro le proprie necessità, affinché vicendevolmente procurino e servano ciò di cui ognuno ha bisogno.(Regola 23)

OGNI SORELLA: DONO DI DIO

Poiché formiamo un’unica Fraternità, conserviamo “l’unità di spirito nel vincolo della pace”, nonostante che siamo diverse per provenienza geografica, per età, per carattere e per cultura. Pertanto, nello spirito di S. Francesco accogliamo come un “dono di Dio”,  ogni sorella che dobbiamo amare come Dio ha amato ciascuna di noi. Da questo sapranno che siamo autentici discepoli di Cristo e l’amore fraterno sia insieme verifica e misura del nostro amore per Lui.(C.9.2)

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L'AMORE VICENDEVOLE

Condividiamo la gioia e la fatica del lavoro, lo stesso tenore di vita, “portando i pesi le une delle altre”  e godendo del bene che il Signore opera per mezzo di ciascuna di noi. Teniamo sempre presente l’esortazione di S. Francesco ai suoi frati: “Si servano e si ubbidiscano vicendevolmente”

La diversità del lavoro, l’importanza dell’incarico, la retribuzione economica, non sono motivo di discriminazione fra le suore.

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LE SORELLE ANZIANE E MALATE 

Circondiamo di particolare affetto e cura le Sorelle anziane e ammalate. Preoccupandoci di loro, conferiamo anche “credibilità evangelica” al nostro Istituto. Esse hanno certamente molto da dare in saggezza ed esperienza, soprattutto ci possono insegnare a prepararsi per tempo ad invecchiare e ad allungare il “tempo attivo” con la preghiera e l’accettazione serena della perdita dell’autosufficienza.  Accanto a loro impariamo anche ad affrontare francescanamente “Sorella morte (C.9.5).

VITA FRATERNA E PASTI COMUNI

Un momento significativo della nostra vita di famiglia è il prendere i pasti insieme in un clima di fraterna comunicazione.

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Sull’esempio di S. Francesco, la nostra Fraternità avrà un respiro universale per coinvolgere tutte le creature.  Infatti, il Serafico Padre, “considerando che tutte le cose hanno un’origine comune, si sentiva ricolmo di pietà ancora maggiore e chiamava le creature, per quanto piccole, con il nome di fratello o di sorella: sapeva bene che tutte provenivano, come lui, da un unico Principio”. “La forza dell’amore lo aveva reso fratello di tutte le creature”. 

La gioia che si esprime nel “far festa insieme”  è una splendida testimonianza del Vangelo vissuto sulle orme del Santo della perfetta letizia

I fratelli e le sorelle si amino a vicenda per amore di Dio, come dice il Signore;: questo è il mio comandamento, che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. E mostrino con le opere l'amore che hanno tra loro. E con fiducia l'uno manifesti all'atro le proprie necessità, affinché vicendevolmente procurino e servano ciò di cui ognuno ha bisogno (Regola e Vita 23).

Assemblea nella falegnameria

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Raccontano che nella falegnameria si ebbe un volta una strana assemblea. Fu una riunione di utensili  per risolvere le loro differenze. Il martello esercitò la presidenza, ma l’assemblea gli notificò che doveva rinunciare. La causa? Faceva troppo rumore! .

E, inoltre, passava il tempo battendo. – Il martello accettò la sua colpa, ma chiese che fosse anche espulsa la vite ; disse che era necessario dare molti giri perché servisse per qualche cosa . – Davanti a questo attacco, la vite accettò anche, ma a sua volta chiese l’espulsione della lima. Fece vedere che era molto aspra e aveva sempre frizioni con gli altri. – E la lima fu d’accordo, a condizione che fosse espulso il metro che passava il tempo misurando gli altri come se lui fosse l’unico perfetto

Stando così le cose entrò il falegname, si mise il grembiale e iniziò il suo lavoro. Utilizzò il martello, la lima, il metro e la vite. Finalmente, l’aspro legno iniziale diventò un bellissimo mobile.

Quando la falegnameria restò di nuovo vuota, l’assemblea riprese la deliberazione. Fu allora che prese la parola la sega e disse: “Signori, è rimasto chiaro che abbiamo difetti, ma il falegname lavora con le nostre qualità. E’ questo che ci fa preziosi. Dunque non dobbiamo pensare ai nostri punti cattivi e concentriamoci nell’utilità dei nostri punti buoni.”

 

L’assemblea trovò allora che il martello era forte, la vite univa e dava forza, la lima era speciale per affinare e limare le asprezze e osservarono che il metro era preciso ed esatto. Si sentirono tutti un’equipe capace di produrre mobili di qualità. Si sentirono orgogliosi delle loro fortezze e di lavorare insieme.

Ognissanti- Firenze :

20-22/08/2012

Via Vittorio - Firenze :

02/07/2012

Mercatale : 27/05/2012

Capannoli: 28/04/2012

Montecatini: 15/08/2012

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In memoria di 300 anni dell'Istituto:

Inaugurazione dell'orfanatrofio per i bambini "Porciuncula"

a Kanjirappally- Kerala-India

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