
LE NOSTRE ATTIVITÀ APOSTOLICHE
Attività apostoliche in nome dell'Istituto
Esercitiamo qualunque attività apostolica a nome della Chiesa e per suo mandato, * conservando viva la partecipazione alla vita fraterna e restando fedeli all‟obbedienza, consapevoli che non è tanto la singola religiosa ad annunciare Cristo, quanto l‟intera Fraternità.
Prendiamo parte attiva alla diffusione del Vangelo,annunciando a tutti la penitenza, “senza la quale nessuno puòessere salvato” per disporre ognuno ad accogliere il donodivino della pace.
Ci affidiamo a Maria, “Stella dell‟evangelizzazione” affinché guidi i nostri passi nel sentiero che ci conduce alcuore degli uomini. Guardiamo a Lei come nostro modello apostolico. C.11.1

contemplative e attive
Da una parte, tutta la nostra vita deve essere permeata dallo spirito apostolico e, dall‟altra, l‟azione apostolica deve essere animata dallo spirito religioso. Il nostro apostolato deve scaturire e continuamente essere rafforzato dalla perenne unione con Dio. Dobbiamo essere contemplative nell‟azionee attive nella contemplazione. C.11.2

Annunciamo con audacia,
creatività e femminilità
Il nostro apostolato deve essere contrassegnato dalla profezia, dall‟audacia, dalla creatività, dal “genio femminile” e deve incarnarsi nelle mutevoli situazioni sociali ed ecclesiali.
Ci impegniamo ad aggiornare con prudenza le nostre presenze, le strutture, gli strumenti, lo stile di vita, tenendo conto dei segni dei tempi, attingendo la forza necessaria nella preghiera per accettare le sfide provenienti dal momento e dal luogo in cui si opera.

Ambienti di apostolato C.12
Il primo ambiente del nostro apostolato è la propria Fraternità, ove ciascuna di noi deve avere un affetto materno nei confronti delle altre, memori dell‟esortazione di S.Francesco: “Ciascuno ami e nutra suo fratello, come la madre ama e nutre il proprio figlio”.
Sull‟esempio dei primi cristiani, cerchiamo di “stimolarci avicenda nella carità e nelle opere buone”, “ammaestrandoci e ammonendoci con ogni sapienza”, correggendoci come Sorelle, “edificandoci le une con le altre” e “consolandoci con la consolazione con cui siamo consolate noi stesse da Dio”.

nelle scuole
Ci dedichiamo alle attività educative con amore,dedizione e senso di responsabilità, attente a “coordinarel‟insieme della cultura umana con il messaggio della salvezza,sì che la conoscenza del mondo, della vita, dell‟uomo, che glialunni gradatamente acquistano, sia illuminata dalla fede”.

nelle parrocchie
Con spirito di umiltà offriamo la nostra collaborazione ai parroci, particolarmente nel campo della catechesi dei fanciulli e dei giovani e in altre iniziative di promozione e solidarietà umana.

nei luoghi di sofferenza
Consapevoli della grande sofferenza e multi forme miseria presenti nel mondo, quali operatori di pace e con professionalità e “l’attenzione del cuore”, spingendoci sino ai confini del mondo, divenuto un “villaggio globale” messaggeri della perfetta letizia, assistiamo i sofferenti, i poveri e gli emarginati, partecipando al loro dolore, come Maria fece con il Figlio sul Calvario, e riconosciamo in loro la persona di Gesù, che ci assicura: “Quanto avete fatto a uno dei più piccoli fra questi miei fratelli, l‟avete fatto a me.
con professionalità e
“l’attenzione del cuore”,
Negli ambienti in cui quotidianamente operiamo creiamo un clima di famiglia, premessa indispensabile per il rispetto della dignità umana, e per suscitare negli assistiti il desiderio dei valori soprannaturali attraverso la nostra testimonianza di vita.
Siamo consapevoli che la competenza professionale anche se è la prima fondamentale necessità, da sola non basta, perché le persone assistite più che di una cura solo tecnicamente corretta, hanno bisogno dell‟“attenzione del cuore” che vede dove c'è bisogno di amare e agisce di conseguenza. S. Francesco, “imitatore perfetto di Cristo”, lo aveva capito; infatti, “nel sollevare le miserie, pareva portare in sé un cuore di madre

Nel nostro apostolato ci serviamo, per quanto possibile, anche degli strumenti della comunicazione sociale, perchésono doni di Dio, destinati a promuovere il progresso e la comunione tra gli uomini. Avendo reso oggi il nostro pianeta un “villaggio globale”, ci permettono la conoscenza immediata delle loro necessità, suscitando in noi un‟immediata risposta di condivisione.
Nell‟uso dei mezzi di comunicazione sociale ci sforziamo di assumere, con apertura di mente, una capacità critica di fronte alla forza persuasiva dei vari messaggi. Oltre ad evitare quanto è disdicevole alla nostra vocazione e mette in pericolola castità di una persona consacrata, dobbiamo anche salvaguardare la povertà francescana e la disciplina della casa.C.12.7


Come annunciano la pace con la bocca, così la portino ancor più abbondante nei loro cuori. Nessuno per causa loro sia provocato all'ira o allo scandalo, ma tutti siano attirati, per la loro mitezza, alla pace, alla bontà, e alla concordia. Infatti i fratelli e le sorelle sono stati chiamati a curare i feriti, risollevare gli abbattuti e richiamare gli smarriti. E ovunque siano, si ricordino di aver donato sé stessi e di aver offerto il proprio corpoal Signore Gesù Cristo. Per suo amore devono esporsi ai nemici visibili e invisibili, poiché dice il Signore: Beati quelli che sono perseguitati a causa della giustizia, poiché di essi è il regno dei cieli. (Regra TOR 31)

Nella carità che è Dio, tutti i fratelli e le sorelle - sia che preghino, siache servano, sia che lavorino - cerchino di umiliarsi in ogni cosa, di nongloriarsi, di non compiacersi in sé stessi né insuperbirsi interiormente perle buone parole e opere, e neppure di alcun bene che Dio compie o dice e opera qualche volta in loro e per mezzo di loro. In ogni luogo e in ogni circostanza riconoscano che tutti i beni sono del Signore Dio altissimo e dominatore di tutte le cose: rendano grazie a lui, dal quale procedono tuttii beni (Regra TOR 31)
E, pertanto, urgente compiere alcuni passi concreti, a partire dall'apertura alle donne di spazi di partecipazione in vari settori e a tutti i livelli, anche nei processi di elaborazione delle decisioni, soprattutto in ciò che le riguarda. E necessario anche che la formazione delle donne consacrate, non meno di quella degli uomini, sia adeguata alle nuove urgenze e preveda tempo sufficiente e valide opportunità istituzionali per un'educazione sistematica, estesa a tutti i campi, da quello teologico-pastorale a quello professionale.
La formazione pastorale e catechetica, sempre importante, assume particolare rilievo in vista della nuova evangelizzazione, che richiede anche dalle donne nuove forme di partecipazione.
Si può ritenere che l'approfondimento formativo, mentre aiuterà la donna consacrata a comprendere meglio i propri doni, non mancherà di stimolare la necessaria reciprocità all'interno della Chiesa.
Anche nel campo della riflessione teologica, culturale e spirituale ci si attende molto dal genio della donna in ciò che riguarda non solo la specificità della vita consacrata femminile, ma anche l'intelligenza della fede in tutte le sue espressioni. (Vita Consecrata n.58)





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